Chi c’è dietro Quivernox
Focus istituzionale
Metodo strutturato
Approccio basato su una struttura interna chiamata Quadro a Tre Lenti: scenario, settore, mandato. Ogni lente interroga i dati climatici, le metriche di rischio e le scelte di allocazione, riducendo l’ambiguità e rendendo tracciabili le ipotesi dietro ogni decisione collegata al clima.
Missione chiara
Analisi climatica severa, pensata per chi gestisce responsabilità istituzionali.
Origini e percorso di Quivernox
Primi modelli climatici analizzati quando ancora pochi li collegavano alle decisioni di capitale, poi confronto continuo con desk rischio, regolatori e stewardship. Da questo confronto nasce un approccio strutturato, che unisce analisi quantitativa, scenari di transizione e vincoli operativi dei mandati istituzionali, trasformando la complessità climatica in processi decisionali più coerenti.
Integrazione rigorosa di scenari climatici nei processi di allocazione.
Competenza combinata in rischio di transizione, fisico e regolamentare.
Collaborazioni con investitori istituzionali e team di rischio europei.
Cronologia e tappe chiave
Percorso segnato da applicazioni concrete con investitori istituzionali e aggiornamenti continui del quadro climatico.
Primi progetti climatici istituzionali
Nascita del nucleo di lavoro attorno a un progetto interno su rischio climatico per un grande investitore istituzionale europeo, con prima mappatura dei punti di contatto tra scenari di transizione, regolazione prudenziale e processi di pianificazione del capitale.
Definizione del quadro metodologico
Sviluppo del Quadro a Tre Lenti per integrare scenari climatici nei processi di analisi, con applicazione pilota su mandati multi-asset e confronto diretto con team di rischio, sostenibilità e attuariato.
Aggiornamento a quadro normativo 2026
Allineamento del lavoro su scenari climatici alle più recenti linee guida europee e internazionali, con aggiornamento continuo delle ipotesi di transizione, maggiore attenzione al rischio fisico e dialogo strutturato con comitati interni di investitori istituzionali.
Team con esperienza combinata in clima, rischio e processi istituzionali
Lorenzo De Santis analista rischio climatico senior
Responsabile analisi scenari climatici
Chiara Bianchi specialista processi istituzionali
Responsabile relazione investitori
Elena Rossi modellazione dati e metriche clima
Lead analisi quantitativa
Marco Ferri normativa sostenibilità finanziaria
Esperto quadro regolamentare
Davide Conti transizione settoriale e clima
Analista transizione settoriale
Silvia Greco governance e stewardship climatica
Advisor stewardship
Alessandro Riva metodi rischio e validazione
Advisor metodologie di rischio
Riconoscimenti e partecipazioni
Riconoscimenti maturati nel tempo grazie al contributo su rischio climatico, scenari di transizione e integrazione operativa nei processi di pianificazione finanziaria di investitori istituzionali in Europa.
Valori guida
Ogni analisi collegata al clima segue standard interni stringenti, con ipotesi documentate, fonti tracciabili e confronto sistematico con i limiti dei dati disponibili. L’obiettivo è evitare letture semplicistiche del rischio climatico, mantenendo sempre separata la dimensione descrittiva da quella decisionale, in modo trasparente per tutti i soggetti coinvolti.
Rigorosa integritàLe valutazioni legate a scenari climatici vengono formulate in autonomia, senza allineare i risultati a interessi commerciali o posizioni precostituite. Questa indipendenza permette di evidenziare anche segnali scomodi, ma utili per chi deve assumersi responsabilità di lungo periodo verso beneficiari e stakeholder regolati.
Indipendenza analiticaOgni suggerimento di processo tiene conto del ruolo fiduciario degli investitori istituzionali, che devono conciliare obiettivi finanziari, vincoli regolamentari e rischio climatico crescente. Le analisi mirano a rendere più consapevole il legame tra scelte di allocazione, scenari di transizione e impatti potenziali su beneficiari finali.
Responsabilità fiduciariaLe metodologie vengono spiegate con linguaggio chiaro, illustrando cosa i risultati possono indicare e cosa non possono dimostrare. Questa trasparenza aiuta a evitare interpretazioni eccessive delle metriche climatiche, favorendo un uso prudente delle informazioni nei comitati rischi e nelle discussioni con gli organi di governance.
Trasparenza operativa